26 Set 2022, 04:14
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Intervista a Luca Bona, primo cittadino di Lesa

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Lesa – Il piccolo comune di Lesa, poco più di 2.000 abitanti, ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento virtuoso per i comuni del lago Maggiore. Il primo cittadino Luca Bona è in carica dallo scorso ottobre, dopo un commissariamento dovuto alla caduta della giunta precedente; in poco più di sei mesi Lesa ha cambiato volto.

Com’è cambiata Lesa in sei mesi?

“Ho trovato un comune con grande potenzialità e molte risorse e, grazie ad una squadra di persone che lavorano per il bene della propria cittadina, siamo riusciti a portare a termine una serie di opere importanti. L’opera di certo più strategica è il collegamento pedonale con Belgirate, circa un chilometro di passeggiata affacciato sul lago che permette di godere di un panorama unico e di muoversi a piedi in sicurezza tra i due comuni. Oltre a questo, abbiamo iniziato a progettare alcune opere che, a mio avviso sono fondamentali, per qualsiasi comune. Tra queste l’abbattimento delle barriere architettoniche per collegare il centro del paese al lago, per permettere a chiunque di poter raggiungere il lungolago cittadino. Inoltre, un occhio di riguardo alla raccolta differenziata: sono state installate tre casette di legno per favorire il conferimento dei rifiuti delle seconde case, mantenendo un decoro urbano”.

Lesa è il paese delle Associazioni. Quanto sono importanti?

“Abbiamo 26 associazioni attive sul territorio lesiano. Sono realtà fondamentali, perché composte di persone che operano a favore di Lesa e dei suoi abitanti. A questo proposito abbiamo riattivato la consulta delle associazioni e creato una consulta dei giovani, perché riteniamo fondamentale coinvolgere le nuove generazioni nelle iniziative del paese.

Inoltre, per investire maggiormente nella cultura, abbiamo dato ospitalità a due associazioni: il coro Desvos, che è formato da giovani musicisti professionisti sotto i 25 anni e “Gli artisti del lago Maggiore”. In questo caso si tratta di persone che hanno perso il lavoro durante il lockdown e hanno rispolverato le loro passioni artistiche dando vita ad un vero collettivo culturale di grande livello.”

Bandi PNRR: la sfida del futuro

“L’occasione del piano nazionale di ripresa e resilienza è unica e vogliamo cogliere questa opportunità. Alcuni progetti erano già stati presentati dalla giunta precedente, ma erano rimasti nel limbo. In particolare, quello relativo all’Istituto Cavallini. L’Istituto riveste una importanza fondamentale per il nostro territorio ed è giusto che venga valorizzato attraverso una serie di progetti ad hoc. Con il supporto di Herno ed altre realtà del nostro territorio vorremmo creare una scuola di alta specializzazione nel settore della moda sostenibile. La villa ha necessità di interventi urgenti, ma non dimentichiamo i giardini monumentali che ornano la struttura e che vogliamo riportare al loro splendore”.

Attenzione particolare al lungo lago: il bando Borghi

“Poter accedere alle risorse del bando Borghi, che è previsto dal PNRR, riveste per noi una particolare rilevanza, perché andremmo a migliorare il sistema del lungo lago. Questo significa attenzione agli attracchi per le imbarcazioni, con la realizzazione di nuovi pontili.

E poi, il recupero della darsena ottocentesca, situata vicino alla nuova passeggiata per Belgirate, che verrebbe trasformata in un palcoscenico a cielo aperto sul lago per eventi culturali. Il costo di questa opera si attesta intorno ai 400 mila euro. Non da ultimo il bando Borghi prevede una sezione dedicata ai sentieri: avremmo l’opportunità di migliorare i sentieri delle aree boschive intorno al lago ed alla valle dell’Erno”.

Il centro storico, gioiello da preservare

“Attraverso una variante parziale del piano regolatore comunale andremo a razionalizzare alcune aree del paese, in modo da poter recuperare edifici già presenti. Recuperare i centri storici significa dare nuova vita a quelle vie e a quegli edifici che rimarrebbero abbandonati a se stessi, dando quel senso di trascuratezza che rende un borgo poco appetibile. Desideriamo che Lesa rinasca dal suo centro storico, ricco di strutture di pregio e con scorci davvero molto belli”.

Il futuro di Lesa

“Lesa ha sempre avuto un’identità ben precisa: è la cittadina delle seconde case. Chi sceglie di passare a Lesa le vacanze ed ogni momento libero, lo fa perché questo è un paese tranquillo e a misura d’uomo. Noi vogliamo accrescere maggiormente questa peculiarità di Lesa, investendo su valorizzazione del territorio e del paesaggio e puntando su eventi culturali che rendano Lesa protagonista sul lago Maggiore”.

 

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