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“Stresa al tempo del Liberty” riapre nella sala Canonica fino al 1° novembre

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STRESA – È stata riallestita, sotto gli occhi delle statue realizzate in marmo e gesso da Pietro Canonica (1869-1959), la mostra Stresa al tempo del Liberty, inaugurata al Palazzo dei Congressi in occasione della seconda manifestazione “Stresa Liberty” (9-10 luglio 2022) e che ora rimarrà aperta al pubblico, nei weekend, per i prossimi mesi di settembre e ottobre. Tale lavoro si deve a un gruppo di ricerca e studio composto da Vilma Burba, Giorgio Chiari, Andrea Lazzarini, Thea Tibiletti e Roberto Valli.
Trenta pannelli, scritti in italiano e inglese (leggibili tramite codice QR), raccontano e illustrano con un ricchissimo e raro apparato iconografico le realizzazioni urbanistiche e architettoniche principali che hanno interessato Stresa tra la fine dell’Ottocento e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in quello che possiamo appunto definire “il tempo del liberty”. Il titolo pone l’accento non solo sulle espressioni artistiche rigorosamente in stile liberty ma su quella straordinaria stagione in cui Stresa acquista fama internazionale, premessa a periodi di grande successo che tali non sarebbero stati senza le coraggiose realizzazioni e i lungimiranti protagonisti del tempo del Liberty: il geometra stresiano Tommaso Tadini, il capomastro Vasco Capucci, gli architetti Luigi Boffi, Giuseppe Pagani e Giuseppe Sommaruga.
In un momento, la Belle Époque, di conquiste tecnologiche e di fiducia nel progresso, ben rappresentate dall’apertura del tunnel ferroviario del Sempione nel 1906, a Stresa, con l’aumento di villeggianti e turisti, si ampliano la Piazza dell’imbarcadero e l’imbarcadero stesso, si apre nel 1909 la struttura ricreativo-termale del Kursaal – che avrà una sorta di erede nell’attrezzato stabilimento balneare del lido di Carciano – ed entra in funzione nel 1911 il famoso “Trenino del Mottarone”. Nel contempo si innalza il maestoso Regina Palace Hotel (1908) e si amplia il lussuoso Grand Hotel des Iles Borromés (1911-1912). Numerose ville, ciascuna con una storia da raccontare, guardano il lago, dalle rive o dalle alture circostanti.
Come un album di ricordi, la mostra si propone di far rivivere ciò che non c’è più e raccontare quanto c’è ancora.
Un patrimonio da tutelare come un bene prezioso, la nostra storia, di ieri, di oggi e di domani.

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