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Tragedia della funivia, l’intervista a Marcella Severino, Sindaco di Stresa

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Marcella Severino, primo cittadino di Stresa, quel maledetto 23 maggio non avrebbe mai pensato di dover affrontare una simile tragedia. È stata tra i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente, ha affrontato con grande forza le prime drammatiche ore.

Accanto a lei tutta Stresa, oltre ai sindaci dei comuni vicini che, compatti, hanno accolto, abbracciato ed aiutato i parenti delle vittime.

Ad un anno da quel giorno, il sindaco ricorda quei momenti, ma, nonostante la vicenda dal punto di vista giudiziario sia tutt’altro che chiusa, la città sul lago Maggiore affronta il futuro con maggiore serenità.

“I primi giorni dopo la tragedia l’impatto sulla popolazione è stato fortissimo – racconta Marcella Severino – per la comunità stresiana la funivia era parte della propria quotidianità; assistere ad una simile tragedia ci ha travolto e abbiamo vissuto giorni e settimane di grande dolore”.

Il timore di una ricaduta economica negativa sul territorio si è poi fatto strada: “Stresa, intesa come città, non ha risentito – continua Severino – mentre le attività in vetta sono state fortemente colpite. La funivia portava un numero importante di persone sul Mottarone. Si era pensato di tamponare introducendo una navetta. Ma ci siamo resi conti che non era fattibile, perché i turisti non utilizzavano la funivia come mezzo di trasporto, ma per vivere l’esperienza di raggiungere la vetta godendo del paesaggio lacustre che si poteva ammirare dalle cabine”.

Un banco di prova per la tenuta del turismo nella città di Stresa è stata la Pasqua: “L’affluenza turistica durante le giornate pasquali ci dà ottime speranze per la stagione estiva – continua il sindaco – Le persone, dopo due anni difficili tra chiusure impossibilità di viaggiare, vogliono ritrovare quella normalità che si respirava prima del 2020. E il lago è una delle mete preferite”.

Sul Mottarone la situazione è un po’ più complicata data l’assenza della funivia che permetteva un accesso diretto alla cima, ma sono pronti dei ristori: “Il Ministero ha stanziato dei ristori ad hoc per le attività in sofferenza – spiega Macella Severino – si tratta di 500 mila euro: il comune di Stresa ripartirà 375 mila euro per le attività sul territorio e il restante sarà destinato alle attività di Omegna che insistono nell’area del Mottarone”.

Un aiuto, quello dei ristori, che serve a tamponare una situazione che non migliorerà nel breve periodo. Le tempistiche per un rilancio della funivia sono lunghe ed incerte. Ciò che c’è di certo è, invece, la solitudine degli esercizi commerciali in vetta, che dovranno affrontare un’altra stagione difficile, che segue a stretto giro un inverno dimenticare, data la mancanza di precipitazioni nevose che hanno pregiudicato la stagione invernale.

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